Che cos’è il Reiki?

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Non è meditazione, nè un massaggio o una preghiera. Ma praticanti e clienti dicono che il Reiki guarisce in modi difficili da  poter spiegare.
di Anna Medaris Miller
Traduzione di Martina Martelloni
tratto da: http://health.usnews.com/health-news/health-wellness/articles/2014/11/10/what-is-reiki

 

Terri Reynolds, 56 anni, conosce bene la discussione. Lei dice “Reiki”, gli altri rispondono “Eh?”, lei dice “Energia di guarigione”. Loro dicono “Hocus-Pocus”.

Ma per Reynolds, alla quale è stato diagnosticato un cancro al colon nel 2011, il Reiki è tutt’altro. La pratica – che di solito implica un professionista che posiziona le sue mani al di sopra di un cliente per agevolare l’energia di guarigione di quella persona – insegnò a Terri come placare la sua mente dopo un intervento chirurgico e sei mesi di chemioterapia.

“Quando hai un lavoro molto stressante e quattro figli, ed ottieni una diagnosi come questa, è come prendere schiaffi da tutte le parti”, dice Reynolds, assistente medico certificato a Springfield, Illinois. “E quando ti aggrappi ovunque, qualsiasi cosa che fa brillare la più piccola parte di speranza sei incline a provarla”.

Reynolds è ora libera dal cancro, ma continua a vedere un praticante di Reiki settimanalmente. “Non smetterò mai”, afferma.

Secondo il National Institute of Healt’s National Cancer of Complementary and Alternative Medicine, il Reiki è un metodo di guarigione basato sulla credenza Orientale in un’energia che supporta la naturale capacità di guarigione del corpo. Non ci sono prove, afferma il centro, che questa energia esista. Molte persone però non sono d’accordo.

La parola “reiki” è un termine d’origine Giapponese che significa “energia guidata della forza vitale”, un significato che i praticanti di reiki e l’insegnante Alice Langholt collegano all’acqua: entrambi sono in mezzo a noi e assumono forme diverse – ci dice – alcune più pesanti e alcune più leggere. Il Reiki è in grado di portare questa energia in equilibrio “così il nostro sistema immunitario non combatte nella melma, ma può tenerci sani e contribuire a guarire più velocemente”, afferma Langhlot, autrice di “Practical Reiki: for balance, well-being and vibrant health”.

Strutture di assistenza sanitaria, tra le quali il Simmons Cancer Institute at Southtern Illinois University’s School of Medicine, dove Reynolds è stata curata, offrono sempre più trattamenti complementari come il reiki per aiutare i pazienti a rilassarsi e “prepararli alla guarigione”, dice Pamela Miles, master reiki di New York che ha lavorato come supervisore per il reiki nel National Center of Complementary and Alternative Medicine. Il reiki può anche ridurre l’ansia, migliorare il sonno e semplicemente aiutare le persone a sentirsi meglio così da prendere decisioni più sane, afferma Miles. Questo è stato il caso di Reynolds. “Ho perso peso grazie alla capacità di calmare la mia mente e il mio spirito e promuovendo questa armonia  nel mio corpo”, afferma.

Esistono anche pratiche reiki indipendenti, che attirano persone in cerca di equilibrio, chiarezza o di relax. Un esempio: una pratica curativa di reiki e cristalli nel Distretto di Columbia, di cui è ideatrice, e praticante Reiki, Tara Olowoye dice che molte delle sue clienti sono giovani madri lavoratrici “che cercano di far funzionare il tutto”.

Non occorre andare da un professionista per provare il reiki. Chiunque può imparare a praticarlo su se stesso, dicono gli esperti.

“E’ qualcosa che potenzialmente potrebbe avvantaggiare chiunque, è davvero una questione di essere interessati o meno”, afferma Miles, che ha scritto il libro “Reiki: A Comprehensive Guide”. “Nella mia esperienza, quando le persone sperimentano il beneficio, diventano interessati. Se invece si tenta di spiegare loro che cos’è il reiki e come funziona, allora poi li perdi”.

Scienza o pubblicità?

Il Reiki è una delle numerose terapie basate sul biocampo, o su un tipo di campo energetico che “regola tutto, dalla nostra funzione cellulare al nostro sistema nervoso”, dice Shamini Jain, assistente professore di psichiatria presso University of California-San Diego.

Mentre il biocampo è generalmente accettato ed è “composto da cose che possiamo misurare, come l’energia elettromagnetica che realmente emaniamo”, afferma Jain, le terapie del biocampo come il reiki ed il tocco terapeutico sono più controverse, poiché basate sull’idea di un “sottile” aspetto del biocampo, che risulta più difficile da misurare.

“E’ difficile per la nostra scienza occidentale capire questa mentalità, perché non si tratta di pillole, di aghi da iniezione o comunque di un’alterazione della composizione chimica del corpo”, afferma Jain, psicologo clinico che studia medicina integrata.

In effetti, il reiki ha una buona parte di critici che con la loro ricerca mirano a ridurre gli effetti  del reiki e di altre terapie alternative simili a quelli di un effetto placebo. Uno studio di quest’anno riportato sulla rivista “Complementary Therapies in Medicine”, per esempio, ha valutato gli effetti dell’energia di guarigione su alcuni pazienti affetti da cancro al colon-retto ed ha trovato la terapia inefficace nel migliorare i sintomi depressivi, l’umore e la qualità del sonno. Soltanto i partecipanti che hanno mostrato un atteggiamento positivo verso pratiche di medicina complementare ed alternativa, hanno manifestato un aumento dell’umore.

Un altro studio del 2008 pubblicato nella rivista  “International Journal of Clinical Practice”, ha analizzato 205 studi precedenti sul reiki, trovando risultati misti sulla sua reale efficacia. Inoltre, si è preso atto che molti studi sul tema  non sono stati ben progettati.

Altri ancora temono che la pratica del reiki sia anti-etica, fraudolenta ed ingannevole. “ Si può facilmente vedere che l’inganno, anche se non intenzionale, è nel rappresentare una particolare terapia venduta al pubblico come efficace anche se non ci sono prove della verità”, afferma Jann Bellamy, un avvocato in pensione a Tallahassee, in Florida, che collabora con organizzazioni finalizzate ad educare i consumatori sulla medicina basata sulla scienza.

Ancora, un piccolo gruppo di ricerca manifesta fiducia per il reiki e altre terapie simili. In uno studio del 2010 pubblicato nella rivista “Journal of the American College of Cardiology”, per esempio, i ricercatori della Yale University tra i quali Miles, hanno riscontrato miglioramenti d’animo e della frequenza cardiaca su pazienti che hanno ricevuto un trattamento reiki di 20 minuti nei tre giorni successivi ad un attacco di cuore.

Un altro studio del 2012 sulla rivista “Cancer” ha rilevato una riduzione dell’affaticamento “altamente clinicamente rilevante” su pazienti sopravvissuti al cancro al seno e che hanno ricevuto quattro settimane di terapie curative del biocampo, dice Jain, che ha condotto lo studio. I sopravvissuti che invece hanno ricevuto una terapia placebo sono migliorati ma non di molto; entrambi i gruppi erano meno esausti di chi non ha ricevuto nessun tipo di trattamento. In particolare, dice Jain, lo studio ha dimostrato che la guarigione con il biocampo ha migliorato la variabilità del cortisolo – importante per la regolazione della funzione immunitaria- cosa che i placebo e l’assenza di trattamenti non hanno procurato.

I risultati suggeriscono l’applicazione di “cose di buon senso” come il riposo, toccare ed essere curati, ma “c’è qualcosa circa la guarigione che va al di la di tutto questo”, afferma Jain.

Il supporto più interessante per il reiki può essere aneddotico ed è il motivo per un maggior impiego di fondi per la ricerca in quest’area della medicina, dicono gli esperti. Secono Jain: “Quello che stiamo appena cominciando a capire è che, se vogliamo andare avanti con la scienza, non possiamo assumere una sola filosofia come corretta”.

Un mercato dell “attenzione all’acquirente”

Langholt, che vive a Gaithersbourg, nel Maryland, conosce bene la questione. Succede ai semafori, quando gli altri guidatori notano il suo magnete pubblicitario sul finestrino. Quando le chiedono “Cos’è il reiki?”, lei risponde “E’ un metodo energetico di guarigione per alleviare il dolore, il rilascio dello stress e migliorare la salute”.

Langholt ha anche una risposta più lunga. Infatti, insegna un intero corso su cos’è il reiki e come spiegarlo agli altri in termini comprensibili per far sì che capiscano. A tal punto è complicato.

Le cose sono ancora più confuse data l’inesistenza di norme per la pratica del reiki o per la formazione, “il che significa che i certificati reiki sono privi di significato”, afferma Miles, che insegna la pratica a studenti di medicina e di assistenza infermieristica in tutto il paese. “Le persone possono essere diventate maestri di reiki in un week-end o in mezz’ora, anche solo cliccando su un sito web o autodichiarandosi maestri di reiki”.

Ecco perché si tratta di un mercato per l’attenzione degli acquirenti, spiega Miles. Lei suggerisce agli eventuali clienti di reiki di giudicare i praticanti attraverso il loro comportamento, che dovrebbe essere un “prodotto che avanza con la loro pratica”, e non una lamentela nei confronti della medicina convenzionale. È anche importante chiedere agli operatori circa la loro esperienza, se   praticano o no reiki su se stessi tutti i giorni, e la risposta a queste domande dovrebbe essere affermativa,  secondo Miles.

Infine, è fondamentale riconoscere che anche se il Reiki non comporta rischi medici noti, non va considerato un sostituto della medicina convenzionale.

“Quello che vediamo è che la pratica del reiki porta alle persone ciò che nella nostra cultura risulta sfuggente: la pace della mente”, spiega Miles. “E una volta che abbiamo la pace della mente, tutto risulta molto più facile. La pratica del Reiki non può essere l’unica soluzione, ma è un ottimo punto di partenza”.

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