Cos’è la Gatka?

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Di Fatehdeep Singh (Stefano Papa)

“Estasi”, “Grazia”, “Fermare la mente”

L’arte marziale del Gatka, nasce in India, più precisamente nelle terre del Punjab (letteralmente, “La terra dei cinque fiumi”), una regione posta a cavallo della frontiera tra India e Pakistan. Come arte marziale essa affonda le sue origini nella notte dei tempi, incorporando al suo interno le antiche e sacre tecniche di combattimento dell’antica casta dei guerrieri ksatriya. 

La parola ksatriya, letteralmente significa “aggredire per difendere”.

Ed è proprio questa una delle peculiarità dell’arte del Gatka: l’utilizzo del combattimento, e quindi inevitabilmente anche della violenza, solo per difesa quando, vedendo minacciata la propria incolumità, non vi è altra alternativa.

Tu alzerai la spada se sarai nel giusto”.

Con questa frase il Decimo Guru della tradizione Sikh, Guru Gobind Singh (1666-1675), poeta, filosofo, mistico e soprattutto valoroso guerriero, spronò il suo popolo a combattere gli invasori attuando una rivoluzionaria riforma sociale basata sul connubio spiritualità-arti marziali, dando origine ad una comunità di Santi-Soldati.

Questo sodalizio è più che mai attuale e vivissimo in chi pratica Gatka, che diviene un mezzo attraverso il quale ricercare l’equilibrio fisico e mentale con lo scopo di raggiungere quello stato di “Mente Neutra” indispensabile per affrontare il combattimento, nonché le continue prove della vita.

La vita presenta infatti le stesse caratteristiche del combattimento: se si vivono con attaccamento le gioie ed i dolori che essa presenta, si viene continuamente trascinati da una parte all’altra senza poter realizzare completamente le proprie aspirazioni e potenzialità

In questo senso, studiare le dinamiche del combattimento e il proprio atteggiamento nei confronti di esso, favorisce la conoscenza della natura più intima e nascosta del proprio essere, non temendo di confrontarsi anche con il “nemico dentro”, l’ombra racchiusa in ogni essere umano, il bollente calderone dell’inconscio che, inesplorato, può essere pericoloso, mentre conosciuto e opportunamente gestito, può divenire fonte di grande forza poiché, in fondo, l’esistenza di ognuno altro non è che una lotta con se stessi.

In tal senso la pratica del Gatka diviene quindi occasione per comunicare in modo armonioso con se stessi e con gli altri durante l’allenamento, ma ancor di più nella vita di tutti i giorni.

Così come nella pratica del Kundalini Yoga, anche nel Gatka si impara a padroneggiare il ritmo del respiro, a controllare il proprio corpo gestendo al meglio il proprio spazio interiore ed esteriore. Potremmo definire il Gatka e il Kundalini Yoga come fratello e sorella, dove le due energie – Shakti e Bhakti – trovano il loro naturale equilibrio. Infatti, così come il guerriero dovrebbe combattere come se meditasse, il santo (lo yogi) dovrebbe meditare come se combattesse. In entrambe le discipline, smorzare le oscillazioni della mente è di vitale importanza per potersi collocare in una dimensione trascendentale, in diretta connessione col Divino.

La pratica del Gatka prevede l’utilizzo di tutto il corpo con tecniche di combattimento a mani nude e con diversi tipi di armi (coltelli, bastoni, lance, scudi ed altre ancora), tra le quali la più sacra è la Spada (simbolo dell’anima), che idealmente rappresenta lo strumento capace di separare il bene dal male e attraverso il quale il “santo guerriero” prende confidenza con la parte più preziosa di sé. In questo senso imparare a destreggiarsi con la spada equivale a intraprendere un percorso di conoscenza interiore e trascendentale.

Il percorso di apprendimento del Gatka prevede un preciso training il cui scopo è di arrivare, tramite il corpo, ad influenzare la mente e nutrire lo spirito del praticante.

Il Gatka si basa su movimenti basati sulla forma dell’otto ripiegato “∞” e cioè su movimenti di moto infinito. Questi movimenti permettono la rotazione sull’asse dell’otto dispiegando piani infiniti, di attacco e difesa, a 360° intorno al praticante. Il movimento di moto infinito agisce sul praticante e sul suo stato mentale, che diviene quindi neutro, equilibrato nell’attacco e nella difesa, rivolto a cogliere le opportunità pur nel caos del combattimento, mantenendosi centrati fisicamente e mentalmente.

Il moto infinito, a livello sottile, espande il campo elettromagnetico corporeo (aura) e induce i due emisferi cerebrali a lavorare sinergicamente in maniera armonica, stimolando un equilibrato uso di entrambe le parti del corpo nonché di tutte le funzioni celebrali.

Inoltre il roteare della spada intorno al corpo, secondo il movimento dell’infinito, favorisce la rimozione degli influssi energetici negativi (nidi di vipere) presenti nell’aura del praticante.

La disciplina del Gatka, in tempi moderni, è stata introdotta in Occidente grazie al maestro indiano Yogi Bhajan che, insieme al Kundalini Yoga, l’ha diffusa e trasmessa come tecnica per il benessere psico-fisico. Altri due uomini, in seguito, hanno contribuito alla conoscenza di questa arte marziale in Occidente: Baba Nihal Singh Khalsa e Guru Shabad Singh Khalsa De Santis.  Nello specifico, spiega Guru Shabad Singh Khalsa, presidente della International Gatka Academy (www.gatka.eu), “Yogi Bhajan mi ha ispirato ad apprendere Gatka e mi ha dato esplicito mandato per insegnarla agli occidentali, consapevole che potesse dare un senso di equilibrio e responsabilità verso noi stessi e gli altri”.

Lo stesso Yogi Bhajan ha condiviso direttamente la sua personale esperienza con la pratica del Gatka e i benefici che da essa ha tratto:

“Gatka è un’arte marziale per la difesa e non per l’offesa, che rende una persona senza paura, senza rivali e capace di concentrarsi. Tra tutte le arti marziali, Gatka la scienza della difesa, è l’arte più potente della forza e dell’energia. La pratica del Gatka stimola 72000 nervi e l’intero sistema ghiandolare. È una scienza perfetta. Non solo colui che la pratica diventa molto sano, estremamente fiducioso, ma acquisisce anche quella che noi chiamiamo l’Eccellenza. Nei miei sessant’ anni di esperienza non ho trovato nessuna cosa che possa darvi altrettanta forza e presa di questa meravigliosa scienza. E’ un’ arte estremamente soddisfacente.  Mi ricordo di quando avevo 11 anni e praticavo quest’arte per ore traendone molti benefici. Un estremo stato di non paura che è molto raro e inestimabile. La pratica del Gatka, tra i molti benefici, vi conferisce due poteri: non avrete paura di nessuno inclusi voi stessi, e non prenderete mai un’arma in mano per vendetta o distruzione, ma solo per difendere coloro che sono senza difesa. Questo è il più alto stadio dell’umanità. Io sono molto grato al mio Maestro, che era gentile e pieno di compassione, per avermi insegnato quest arte così che io abbia potuto ispirare voi ad imparare un qualcosa che è reale e che agisce nel profondo dell’essere, verso l’Eccellenza. Sono grato a Dio e al Guru e sono grato a voi per il fatto che date quest’arte alle persone italiane e portate a loro la vera arte marziale e dell’autodifesa.” – Healers’s psycologist, day 5 – May 26, 1989  Location: Rome, Italy.

 

Fatehdeep Singh

 

Fatehdeep Singh diventa insegnante di Gatka nel 2012 con la Federazione Italiana Gatka, ideata e guidata da Guru Shabad Singh Khalsa De Santis. Nello stesso anno diventa anche insegnante di Kundalini Yoga come insegnato da Yoga Bhajan, dopo un percorso nell’Hatha Yoga iniziato nel 2007. La pratica della Gatka, nel suo percorso formativo, è stata preceduta dalla pratica dell’arte marziale del muay thai e della boxe. Oggi insegna Gatka presso l’Acrsd Victory e il Centro Yoga Jap.

Fonte: http://www.gatka.eu

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