Doina, dalla matematica al Reiki

Reiki

Doina, dalla matematica al Reiki

Un esempio di vita che dimostra la profonda connessione tra scienza e spiritualità

di Jagat Kaur

 

Iniziamo la nostra rubrica sul Reiki con un’intervista a Doina Horodniceanu, Gran Master Reiki del sistema originale di Mikao Usui, Master di Karuna Reiki, Shamballa e Gendai Reiki.
Doina nasce in Romania nell’estate del ’59 da una famiglia benestante, che la circonda di amore e le trasmette i veri valori della vita. Si laurea in Matematica nel 1984, anno in cui diventa anche mamma. Continua il suo percorso accademico in America, successivamente al quale inizia ad insegnare matematica in vari collegi e università sia negli Usa che in Romania e Francia.
Negli ultimi quindici anni ha lavorato come terapeuta e consulente, provando a donare agli altri quello che è stato dato a lei.
E’ in America che inizia il suo percorso spirituale, con dei maestri “davvero straordinari” – confida – “che mi hanno trasmesso degli insegnamenti preziosissimi e che, adesso, trasmetto a mia volta“.
Oltre al percorso del Reiki – ormai parte integrante della sua vita e professione – Doina prosegue il suo “cammino” dedicandosi all’ aromaterapia, alla cristalloterapia e al Feng Shui. Partecipa a stage di Emotional Freedom Technique tenuti da Gray Craig negli Usa, a corsi di NLP Practitioner e di sviluppo personale, oltre a corsi di Comunicazione Nonviolenta e Relazioni tenuti da Marshall B. Rosenberg. Un’esperienza di molti anni nella Radiestesia l’ha inoltre aiutata a comprendere come il nostro passato formi dei blocchi che ci tengono prigionieri e non ci permettono di ritrovare l’armonia nel presente. Successivamente inizia a praticare Kundalini Yoga, da cui apprende una nuova modalità per risolvere i blocchi emotivi e per riconoscere i talenti individuali che ci consentono di realizzarci in totale consapevolezza. Dall’esperienza a diretto contatto con lo sciamano Bogdan Tudor (ndr: autore dei libri “Iniziazzione in Sciamanesimo” e “Lo sciamano principiante”) e attraverso rituali iniziatici ha appreso le tecniche di trattamenti e rituali sciamanici. L’ultima esperienza nella sua amplissima formazione è l’iniziazione in Melchisedek Church con  Reverend Rizvan Vlad Rusu.

Doina, hai un curriculum davvero impressionante! Parlaci di come è iniziato il tuo cammino.
Mi considero particolarmente fortunata per aver avuto la chance di arricchirmi attraverso la spiritualità. Il percorso dalla matematica alla spiritualita mi sembra molto naturale. La prima ci insegna come svilupare il Sè, la seconda come arrivare al Sè. La prima insegna come funzionare al meglio nella dualità, nel mondo in cui la mente razionale ci dice quello che è giusto o sbagliato; la seconda è la via attraverso cui si impara ad arrivare al non-dualismo, il mondo che trascende le posizionalità. La prima insegna come vivere comodamente nella cella costruita dal nostro Ego, la seconda insegna come liberarci dalla nostra cella.
Nei corsi e trattamenti che ho tenuto durante questi ultimi anni, ho trasmesso ciò che ho appresso durante il mio percorso spirituale. Ho assistito coloro con cui ho lavorato sulla via del perdono, dell’accettazione, dell’amore di sè e degli altri. Credo che se ognuno di noi, nel proprio percorso di vita, riuscisse a ridare il sorriso ad una sola persona, il mondo intero sorriderebbe.

Tra le molte discipline che hai incontrato nel tuo cammino, un posto importante lo detiene il Reiki. Ci spieghi di cosa si tratta?
Il Reiki è un metodo di guarigione naturale che arriva direttamente dal Giappone. E’ una disciplina mente-corpo, che si occupa del riequilibrio energetico e della guarigione fisica e mentale di chi lo pratica e di chi lo riceve, ma rappresenta anche un percorso di crescita personale e di evoluzione spirituale.
Il Reiki non è una cosa poi cosi stramba o difficile da fare: il terapista poggia le mani sul paziente e lascia fluire l’energia di guarigione.  Anche per chi si allarma quando sente parlare di energie sottili, prana, o cose simili, il Reiki può essere l’occasione per entrare in contatto con se stessi e sperimentarsi in nuove forme di cura.
Descrivere il Reiki sarebbe come descrivere il sapore di una mela a chi non l’ha mai gustata. Possiamo descriverne l’involucro ma, di fatto, non ne possiamo cogliere l’essenza, perché innanzi tutto è un’esperienza interiore ed è l’esperienza di unire ciò che era separato.
Il messaggio veicolato dal Reiki si scorge nella parola stessa: “Rei” rappresenta l’energia universale e “Ki” l’energia individuale. L’unione tra “Ki” e “Rei” evoca questa connessione tra l’Individuo e il Tutto, da cui nasce un nuovo livello di consapevolezza. Il Reiki rappresenta questo tipo di relazione tra l’individuale e il collettivo. In termini occidentali, potremmo intendere il “Rei” come lo Spirito e il “Ki” come l’Anima. Nell’ideogramma che rappresenta “Rei” il messaggio è chiaro: lo Spirito discende dal Cielo sotto forma di pioggia e benedice gli uomini, intenti nella preghiera. L’uomo assolve al suo ruolo sacro di connessione tra cielo e terra. Nell’ideogramma “Ki” si evidenzia nuovamente il senso di unità tra l’alto e il basso, nonché la natura ciclica degli eventi: il cielo, con le nuvole, la pioggia che scende e arriva sulla terra, che nutre e crea nutrimento agli uomini e ritorna in cielo sotto forma di vapore.

Ci parli del fondatore del Reiki, Mikao Usui?
Nella leggenda del fondatore storico del metodo Reiki, Mikao Usui, monaco giapponese, convivono simbolicamente gli elementi fondamentali che riguardano in realtà tutti i Maestri: il bisogno di ricerca interiore, di ricerca ineludibile della Verità; la domanda che resta insoluta; la salita alla montagna; il digiuno e la meditazione; l’Illuminazione, che poi diverrà metodo. La tradizione non è scritta, ma è trasmessa oralmente: tutti i grandi maestri Reiki non hanno scritto libri.

Che effetto ha il Reiki su chi intraprende questo cammino?
La prima impressione che si riceve relazionandosi con chi pratica Reiki è quella di una grande disponibilità e serenità d’animo, qualità che dipendono certo dalla predisposizione delle persone, ma anche dal percorso di ricerca spirituale che hanno intrapreso.
Iniziando a conoscere meglio chi segue questo cammino, si capisce ciò che si ottiene da un lungo lavoro di meditazione e riflessione interiore, non sempre facile ma efficace sul piano della sfera mentale, psichica e anche fisica.

Quando può servire il Reiki?
In ogni momento, in quanto si tratta di uno stato di coscienza “pacificato”, che sarebbe auspicabile poter stabilizzare dentro di noi e renderlo fruibile anche agli altri. Si può vedere in questo percorso un metodo di crescita e, in un certo senso, di auto-guarigione nella misura in cui la persona è disponibile a coglierne l’invito e i sottili intendimenti.
Ogni disagio cela un conflitto interiore, un nostro “demone”, un “incantesimo” che può dipanarsi solo nell’incontro col Vero. Il Reiki realizza questo incontro spesso in modo riparativo, ricongiungendo il mondo interno del soggetto a quello esterno. Va detto però che la verità di qualsiasi percorso iniziatico non risparmia da possibili ricadute difensive e nemmeno si presenta parzialmente accomodata o ingentilita, quando giunge il suo momento di manifestarsi. Questo può non essere accettato dal soggetto praticante in cerca di un benessere tout-court o di “prodigi” ed essere quindi motivo di allontanamento.

Perché si parla di energie?
Durante le Iniziazioni di Reiki avviene l’attivazione di alcuni canali energetici, quelli che comunemente sono chiamati “meridiani” dalle tradizioni orientali: canali che conducono l’energia in tutto l’organismo e collegano gli organi interni. E’ incoraggiante che le nuove frontiere della medicina occidentale, la medicina quantistica ad esempio (ndr: vale a dire quella branca della medicina che utilizza la fisica quantistica in campo medico), usino attualmente apparecchiature che lavorano proprio sulle frequenze energetiche. A dimostrazione di ciò che le medicine orientali dicevano già nell’antichità: che i meridiani e l’energia esistono, che hanno una loro collocazione psico-fisica e che l’energia scorre in un certo modo. Si può dire che si stia passando da una dimensione biochimica della medicina ad una biofisica. C’è un numero crescente di medici e di ricercatori che se ne sta occupando.

Tutti possono trarre beneficio dal Reiki o ci sono delle controindicazioni per qualcuno?
Il beneficio e l’arricchimento apportati dal Reiki coincidono con i suoi fini: rimettere l’individuo di fronte a se stesso e alle sue potenzialità. Una riscoperta gioiosa ma in qualche caso anche dolorosa. Per questo motivo, credo debbano essere opportunamente valutate le motivazioni prima dell’inizio del percorso, in quanto l’esperienza può avere un profondo impatto emotivo ed affettivo sul soggetto. Nel Reiki non vi è posto per soluzioni facili o di fuga – questo sembra essere particolarmente controproducente – semmai per una scelta ponderata che più spesso segnala il principio, ancorché una conclusione, di un tragitto faticoso ma avvincente di auto-conoscenza, in cui è richiesta molta dedizione e una certa dose di coraggio e onestà verso se stessi.

Quali sono gli effetti di questa rigenerazione spirituale visibili nella vita quotidiana?
Credo che l’uomo non possa incontrare Dio prima di essere stato Uomo. Il Reiki sollecita quelle forze psichiche profondamente legate alle leggi della natura. Questo approccio non intende condurre verso fatui “paradisi spirituali”, tende piuttosto a rimettere l’uomo di fronte all’uomo e alla propria vita. La relazione, insieme al patrimonio simbolico e al profondo contatto mediato dal Reiki, facilita l’emergere di una coscienza che travalica quella ordinaria ancorata alla paura, aprendo il soggetto a nuove possibilità di concepire se stesso e i suoi simili. Lo Spirito è quindi cercato non lontano da noi stessi, bensì nell’autenticità dell’incontro con l’altro e nello stupore che dà la riscoperta dell’amore disinteressato. Non più un amore egoico o deificato, ma quello insospettato che da sempre risiede nella più alta espressione dello spirito dell’Umanità. Da una simile prospettiva l’uomo stesso diviene oggetto di contemplazione, inscrivibile nel registro del misterioso e del sacro.
Dalla ri-unione con se stessi e con l’altro paiono sprigionarsi energie sopite, i cui benefici ricadono sull’intera coscienza, psichica e corporea: aumento di consapevolezza con incremento delle capacità intuitive; flusso emozionale più ricco, profondo e stabile; maggiore rispondenza sensoriale; talora equidistanza con lucidità di pensiero e giudizio; migliore resistenza immunologica alle malattie, riequilibrio delle funzioni del ciclo sonno-veglia; regolazione dell’appetito e detensione muscolare. Il Reiki risulta anche molto efficace nelle patologie tensive, come la cefalea o l’ipertensione. Nel complesso si registra una maggiore resistenza e armonia psico-somatica.

Grazie per averci concesso questa intervista Doina e speriamo di poterti ospitare presto presso l’Acrsd Victory.
Sarò lieta di essere tra voi!

Segui la nostra pagina Facebook per essere sempre aggiornato…

Leave a Reply

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*