Gatka tra Gunas e Tattvas

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di Fatehdeep Singh (Stefano Papa)

Le sacre ed antiche arti marziali racchiudono un sapere millenario, che nel suo insieme contempla una molteplicità di aspetti tanto complessi quanto complessa e articolata è la personalità dell’essere umano. Sarebbe infatti riduttivo e superficiale considerare un’arte marziale solamente come un insieme di specifiche tecniche e di esercizi fisici, finalizzati esclusivamente all’atto del combattimento.

Un’arte marziale che si rispetti proporrà un approccio olistico nei confronti del praticante che si avvicina ad essa, avendo cura di formarlo nel corpo e nello spirito, forgiando in maniera ottimale la sua personalità. Questo processo di trasformazione richiede, da parte del praticante, oltre che una costante dedizione, la volontà e il coraggio di guardarsi dentro, abbracciando in egual misura tutti gli aspetti della propria personalità al fine di prendere coscienza di ciò che egli è veramente. 

Questo atto di coraggio introspettivo è ciò che in termini alchemici viene chiamato “dissociazione dei misti”; la costante, attenta e imparziale osservazione dei diversi aspetti del proprio carattere senza alcun tipo di giudizio, induce i differenti “io” della personalità ad emergere allo scoperto, consentendo all’individuo di acquisire la consapevolezza di essere una “legione” e non una singola individualità. All’interno di ogni personalità convivono quindi energie archetipicamente diverse che si muovono ed interagiscono tra loro in modo più o meno armonico, a seconda dei casi. 

Secondo Paracelso, l’uomo è un microcosmo completo che contiene in sé tutto l’universo: “Non vi è nulla in cielo né sulla Terra che non esista anche nell’uomo, e Dio, che è in cielo, esiste anche nell’uomo, e i due sono Uno”.

Tutto ciò che forma e muove l’Universo, esiste e si muove quindi anche all’interno del microcosmo uomo, plasmandolo ad immagine e somiglianza del macrocosmo.

La conoscenza della propria morfologia energetica e la comprensione di come essa possa condizionare i propri comportamenti non solo in combattimento, ma anche nella vita ordinaria, rappresenta indubbiamente un vantaggio da non sottovalutare.

Eh già perché, se conosci te stesso e riesci a conoscere anche il tuo avversario, la vittoria sarà assicurata al cento per cento.

Ovviamente, già soltanto l’idea di conoscere davvero se stessi è di per sé impresa ardua, figurarsi riuscire a capire veramente chi si ha davanti! Ma ciò non deve scoraggiare. 

La cosmologia e la filosofia yogica concepiscono l’Universo come un modello olistico, in cui tutte le cose sono tra loro interconnesse  in perenne relazione l’una con l’altra. La Natura manifesta (Prakriti) si presenta ai sensi ordinari dell’uomo attraverso i suoi elementi più densi, chiamati anche Tattva (Terra, Acqua, Fuoco, Aria, Etere), i quali sono intrisi di 3 sottili qualità che gli yogi chiamano Gunas (Tamas, Rajas, Sattva). Tutto l’universo, uomo compreso, è permeato da queste 3 qualità, che combinandosi in percentuali diverse tra loro e con i tattva generano e muovono ogni cosa. 

Anche negli antichi testi sacri indiani si incorre spesso in questo tipo di visione.

Nella Baghavad Gita, Cap.2 V. 45 si legge:

 “I veda parlano dei tre guna, sii senza i tre guna o Arjuna, libero dalla dualità, sempre fermo nella purezza, non dipendente dal possesso di cose, padrone del sé….”

Nessuno può sbarazzarsi dei tattva di cui è composto o rendersi immune dai gunas. Tutto ciò che l’individuo può fare è prendere coscienza della loro esistenza e cercare di canalizzare al meglio le loro proiezioni. Ogni guna possiede specifiche qualità, tutte importanti e tutte necessarie alla vita. 

L’antica medicina Ayurvedica insegna che mantenere il più possibile equilibrate queste tre sottili energie (in gergo ayurvedico chiamate dosha), assicura all’individuo  uno stato vitale sano, stabile ed equilibrato non solo nel corpo ma anche nella mente e nello spirito. E’ quindi auspicabile, in combattimento e nella vita ordinaria, tendere verso questo stato dell’essere, con la consapevolezza di avere a disposizione un bagaglio energetico da poter utilizzare al meglio in ogni situazione.

Ogni guna ha di per sé un nome specifico ed una serie di attributi che lo identificano, vediamone sinteticamente alcuni:

  • Tamas : esprime stabilità, forza e concentrazione.

  • Rajas: esprime dinamicità, intraprendenza, azione.

  • Sattva: esprime leggerezza, creatività, entusiasmo.

I gunas in sé non sono mai negativi, spesso però un inconsapevole squilibrio interiore porta l’individuo a caratterizzarsi maggiormente nei loro aspetti antagonisti e ostacolanti. Ed ecco quindi che invece della stabilità, della forza, del dinamismo e della leggerezza la personalità manifesterà l’esatto opposto, apparendo pigra, svogliata senza entusiasmo e senza idee, completamente in balia degli eventi e delle circostanze che la circondano. 

La pratica dell’arte marziale, e del gatka nello specifico, si pone in questo senso come un valido e prezioso strumento di auto osservazione, utile a scoperchiare il calderone della propria personalità, facendo emergere attitudini, qualità e scompensi da riequilibrare.   

Per sua natura il Gatka, educa il praticante, attraverso l’osservazione dei movimenti del proprio corpo, al controllo e alla gestione dei tattva, perché imparare a controllare i cinque elementi equivale ad avere una maggiore padronanza di sé e delle proprie capacità. Questo processo diviene ancora più efficace ed intuitivo tenendo a mente la collocazione dei 5 elementi a livello anatomico. Il Gatka infatti associa l’elemento Etere alla testa, il Fuoco al braccio destro, la Terra al braccio sinistro, l’Acqua alla gamba sinistra e l’Aria alla gamba destra. Osservando quindi proprie e personali modalità di utilizzo di ogni elemento, il praticante potrà gradualmente fare esperienza diretta del personale rapporto con ognuno di essi, individuando quelli a lui più congeniali da sfruttare come punti di forza e quelli su cui lavorare per ottimizzarne l’utilizzo.

Stesso cosa dicasi per i Guna. Sempre attraverso l’auto osservazione in allenamento ed in combattimento, il praticante avrà la possibilità di evidenziare quelle che potremmo definire le sue “tendenze energetiche”, arrivando col tempo a tracciare una sorta di identikit più o meno preciso del suo modo di relazionarsi con l’esterno, valutando di volta in volta i propri progressi e apportando quando necessario le dovute migliorie.

Il combattimento e l’allenamento sono lo specchio della nostra vita; la tendenza che abbiamo verso una tecnica o verso un avversario sarà la stessa che proietteremo nella vita di tutti i giorni. Risulta quindi fondamentale ricercare costantemente il giusto equilibrio e il giusto compromesso energetico per approcciare al meglio ciò che ci si presenta davanti, siano essi avversari  o circostanze della vita. 

Una tendenza troppo “rajasica” va domata perché rischia di farci accelerare troppo; un’eccessiva attitudine “tamasica” va spronata all’azione per non procedere troppo a rilento; cosi come una tendenza troppo sattvica va riportata coi piedi per terra per non rischiare di perdere il contatto con la realtà. 

Conosci te stesso  esortavano gli antichi Greci, perché la consapevolezza di ciò che si è, ma anche di ciò che non si è, può essere la chiave di volta per ritrovare una maggiore fiducia in se stessi e innalzare la propria autostima. 

Se poi, oltre a conoscere se stessi, si diventa anche in grado di conoscere meglio ciò che si ha davanti, allora ogni incontro/scontro diverrà sicuramente più stimolante e forse anche meno impegnativo. 

Fateh

Fatehdeep Singh diventa insegnante di Gatka nel 2012 con la Federazione Italiana Gatka, ideata e guidata da Guru Shabad Singh Khalsa De Santis. Nello stesso anno diventa anche insegnante di Kundalini Yoga come insegnato da Yoga Bhajan, dopo un percorso nell’Hatha Yoga iniziato nel 2007. La pratica della Gatka, nel suo percorso formativo, è stata preceduta dalla pratica dell’arte marziale del muay thai e della boxe. Oggi insegna Gatka presso l’Acrsd Victory e il Centro Yoga Jap.

                                                                   

 

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