Il Ferro, l’Acciaio, l’Uomo e la Spada 


AcciaioDamascoBlog

L’acciaio di Damasco, il mistero e il segreto delle antiche Spade imbattibili

di Fatehdeep Singh (Stefano Papa)

In molte arti marziali, e in particolar modo nel Gatka, un posto d’onore tra le armi spetta sicuramente alla Spada, archetipo di sacralità e nobiltà. La sua forma, composta da una lama intersecante un’elsa, riproduce l’immagine della mistica croce simbolo di connessione e neutralità. Essa è strumento di vittoria e congiunzione tra cielo e terra che diviene strumento di trascendenza.  La spada rappresenta il potere della rettitudine, è un simbolo regale. Il re siede sul trono con essa, è un’autorità, i santi parlano con essa.

“Il potere della Spada, è insito da sempre nel profondo dell’essere umano, è il prolungamento di Dio attraverso la mano. La spada rappresenta l’autorità e non ha niente a che vedere con l’uccidere. Essa è  un grande e antico simbolo di energia con la quale tu puoi difendere i deboli, o essere un killer. Ciò non significa affatto che ci sia qualcosa di sbagliato nella spada stessa. Dipende da colui che la usa e come la usa. L’uomo dev’essere rispettoso dell’energia che la Spada rappresenta” – Yogi Bhajan.

Esiste da secoli un sacro ed indissolubile legame che unisce l’uomo alla Spada, perchè il ferro che da forma alla Spada compone anche il sangue che scorre nelle vene dell’essere umano; per questo motivo il metallo ha il potere di realizzare la forza dell’uomo.

Anche i Kara, i caratteristici bracciali della cultura Sikh, sono fatti di ferro e considerati oggetti degni di rispetto, poiché assicurano protezione a coloro che li indossano.  Guru Gobind Singh si adoperò affinché tutti i membri della sua comunità indossassero un Kara di ferro come modello di forza ed integrità, nonché come simbolo di connessione e unione con l’Infinito.

Il cerchio rappresenta il legame con il Divino che non ha né inizio né fine, indissolubile, eterno ed indistruttibile, proprio come il ferro. Lo stesso Yogi Bhajan insegnava che indossare un Kara al polso bilancia i centri energetici e protegge colui che lo indossa.

Ciò che contribuisce a rendere sacra e doverosa di rispetto una Spada, è il lungo e meticoloso processo di forgiatura, intriso di antiche conoscenze tecniche, tramandate di generazione in generazione dai maestri armaioli che ancora oggi si conservano intatte come secoli fa. 

Generare dal ferro una spada di alta qualità non è cosa semplice; trasmutare il metallo in un oggetto di ineccepibile fattura è un processo alchemico che richiede un sapere superiore,  ancora oggi in parte celato e sapientemente custodito da pochi.    

Si narra che i crociati di ritorno dalle guerre in Medio Oriente testimoniarono l’esistenza di armi costruite con un acciaio speciale che non aveva eguali in Europa.
Asserivano che le spade forgiate con quell’acciaio fossero indistruttibili e dotate di proprietà sorprendenti. Chiamarono quell’acciaio “acciaio di Damasco”.

Rese leggendarie per la loro imbattibilità, bellissime esteticamente per quella particolare trama (da cui prende il nome l’“effetto Damascato”) dovuta alla variazione nel tenore di carbonio fra il filo e il centro della spada, sono all’origine di molte leggende sorte attorno alle loro insuperabili prestazioni: si narra che potessero tagliare la roccia, che potessero essere arrotolate attorno ad un uomo per poi tornare dritte e che non perdessero mai il filo.

Invano i fabbri europei tentarono di carpirne il segreto ma non ci fu verso di replicarlo, pur avendo a disposizione dei campioni di materiale da studiare.
Dall’età del bronzo fino al 1800 l’acciaio per le armi ebbe un’importanza fondamentale per il risultato della battaglia.  

Col passare del tempo però, l’evoluzione  tecnologica relegò in un angolo l’interesse per le armi in acciaio, tanto che molte delle conoscenze dell’epoca caddero in ombra.

Gli scienziati sono da sempre stati incuriositi da questo portentoso metallo, un tipo di lega in cui il principale componente, pare fosse un antico tipo di acciaio indiano detto  “wootz”  (n.d.a.: il primo tipo di acciaio di cui si ha notizia, fabbricato in India almeno dal 300 dopo Cristo).

Nel 2006 i ricercatori della Technical University di Dresda, in Germania, hanno studiato le spade damascate con un microscopio elettronico scoprendo che, probabilmente, la loro forza deriverebbe anche dalla presenza di nanotubi e nanofili di carbonio, frutto di una forgiatura speciale e ancora sconosciuta. Strutture molecolari simili vengono usate oggi per creare acciai speciali, ma la ricetta originale dell’acciaio di Damasco rimane ancora un mistero.

Nessuno è riuscito a carpire il segreto degli antichi fabbri damaschini e di come facessero a padroneggiare una così eccellente tecnica di forgiatura.

Forse questo antico sapere rimarrà per sempre un mistero, custodito per l’eternità dai mastri artigiani che seppero dar vita a questi oggetti leggendari.

Fateh

Fatehdeep Singh diventa insegnante di Gatka nel 2012 con la Federazione Italiana Gatka, ideata e guidata da Guru Shabad Singh Khalsa De Santis. Nello stesso anno diventa anche insegnante di Kundalini Yoga come insegnato da Yoga Bhajan, dopo un percorso nell’Hatha Yoga iniziato nel 2007. La pratica della Gatka, nel suo percorso formativo, è stata preceduta dalla pratica dell’arte marziale del Muay Thai e della Boxe. Oggi insegna Gatka presso l’Acsd Victory-Salute e Fitness e il Centro Yoga Jap.

Leave a Reply

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*