Il numero 8: Il Respiro dell’Infinito dentro di noi

InfinitoBlog
di Fatehdeep Singh (Stefano Papa)

Nella pratica del Gatka tutti i movimenti e le tecniche praticate sono basati sulla forma dell’otto ripiegato “∞” ovvero su movimenti di moto infinito.

Uno schema motorio di questo tipo permette al gatker di collegarsi ai piani di attacco e difesa senza alcuna interruzione e all’arma o alle armi impugnate, di non perdere mai energia. Movimenti così articolati permettono inoltre di gestire lo spazio a 360° donando la capacità di affrontare anche più avversari contemporaneamente. 

A livello sottile, l’utilizzo del moto infinito espande il campo elettromagnetico corporeo (Aura) e induce i due emisferi cerebrali a lavorare sinergicamente  incrociando le loro funzioni, generando uno stato mentale neutro.

Nella filosofia del Gatka e del Kundalini Yoga secondo gli insegnamenti del maestro indiano Yogi Bhajan, il numero 8 e il concetto di Infinito che esso richiama, assumono profondi significati sia sul piano spirituale sia su quello più prettamente umano.

Nella Numerologia Tantrica e nell’ Umanologia Yogica (una importante componente del Kundalini Yoga che fornisce indicazioni preziose per vivere una vita armoniosa e felice a partire dalla comprensione profonda della propria natura) il numero 8 rappresenta il Corpo Pranico, il vettore della nostra energia vitale, il respiro. Il Prana non è solamente il respiro: è la carica, la scintilla di vita contenuta nel respiro. È ciò che fa si che il cuore continui a battere e che il sangue scorra. È anche ciò che fa sembrare alcune persone più vitali di altre. Questa caratteristica di spiccata vitalità è propria di quelle persone con un forte Corpo Pranico.

Il settimo e l’ottavo corpo (l’Aura e il Corpo Pranico) lavorano insieme per sconfiggere la paura. Il corpo aurico fa da contenitore protettivo in modo che il Prana possa accumularsi al suo interno. Questo immagazzinarsi di Prana rafforza ulteriormente l’Aura donando un senso ancora più profondo di protezione, rilassamento ed integrità.

La possibilità di espandere il proprio campo magnetico con i movimenti del Gatka offre quindi anche l’occasione di rafforzare il proprio Corpo Pranico, in quanto come detto, la nostra Aura fa da contenitore protettivo del Prana, facendo in modo che esso si accumuli al suo interno. Possedere quindi un’Aura il più possibile sviluppata fa si che vi sia uno spazio più ampio dove immagazzinare l’energia vitale così da avere delle buone riserve di Prana che assicurano vitalità e buona salute.

Quando senti con ogni tuo respiro che sei uno con l’ Universo, cosa c’è da temere? Padroneggia il tuo ottavo corpo, il Corpo Pranico e vincerai la tua battaglia con la paura. Usa il tuo ottavo corpo per portare continuamente forza vitale ed energia nel tuo sistema. Equilibra le tue tre menti. Apri il tuo centro del cuore e vivi nell’amore totale. Sii senza paura.

Quando l’Aura diventa forte ci si sente più sicuri e vivi; il cuore si apre espandendosi e riempendosi d’amore incondizionato. Per espandere il Corpo Pranico bisogna essere disposti a smontare la stretta corazza che avvolge il cuore, così da poter respirare liberamente e profondamente.

Il 95% delle persone ha una respirazione di tipo toracico; non respirano dal diaframma perché sono limitati da un blocco che loro stessi hanno creato.

Anche la maggior parte degli atleti ha una respirazione toracica superficiale, raramente hanno un respiro diaframmatico, solo i migliori ne intuiscono l’importanza e lo praticano.

Chiunque sia in grado di leggere le linee della mano noterà che la linea della vita è più marcata nelle persone che hanno un forte Corpo Pranico. Essi hanno una grande riserva di energia perché il Corpo Pranico permette loro di immagazzinarne una grande quantità all’interno dei reni.

Coloro che possiedono un ottavo corpo che funziona bene non saranno mai impulsivi. Quando qualcuno è impulsivo nel prendere decisioni e nell’agire significa che ha un ottavo corpo debole.

Le persone con un forte Corpo Pranico sono senza paura, sono impavide. Ma se questa qualità non è espressa con grazia e raffinatezza, in queste persone può esserci a volte la tendenza a fare cose stupide e pericolose, perché il loro ottavo corpo si esprime nella sua forma grezza. Magari possono essere degli spericolati surfisti o praticanti di qualche sport estremo. 

La grazia e la raffinatezza dei movimenti del Gatka permettono al praticante di generare continuamente Prana, donando al contempo la capacità di padroneggiare ed esprimere con saggezza il proprio corpo pranico.  

Un ottavo corpo debole, solitamente, manifesta condizioni di stanchezza ed esaurimento. Una persona che accusa una stanchezza cronica probabilmente ha anche il diaframma bloccato e la sua energia vitale non riesce a circolare liberamente.

Secondo la medicina tradizionale cinese il “Chi” (energia o Prana), generato dalla respirazione è immagazzinato nei reni. Ma quando il “Chi” che viene generato è limitato perché il diaframma è talmente bloccato che si riesce a malapena a respirare, anche le riserve energetiche saranno scarse.

Si può raggiungere la padronanza dell’ottavo corpo divenendo coscienti del proprio respiro, imparando a rallentarne il ritmo. Più ossigeno si riesce ad assorbire con una respirazione lenta e profonda, maggiore sarà la capacità di padroneggiare il Corpo Pranico.

Anche le attività che incoraggiano la respirazione diaframmatica, come l’esercizio aerobico o il canto, sono di aiuto allo sviluppo dell’ottavo corpo.

Il respiro di fuoco è uno strumento straordinario per caricare il Corpo Pranico.
Anche la posizione del cammello e quella del bambino sono molto efficaci nell’aprire l’area del diaframma e il centro del cuore. Si può iniziare praticandole prima con una respirazione facile e profonda e poi, gradualmente, col respiro di fuoco.

Esistono poi svariate meditazioni e set di kundalini yoga incentrate proprio sull’ottavo corpo. Inoltre praticare con costanza, anche per pochi minuti al giorno il movimento dell’otto ripiegato, anche solo con le braccia, contribuisce all’espansione e al potenziamento della propria Aura, che avrà in questo modo sempre più spazio per accogliere e immagazzinare Prana.

Questo tipo di pratica motoria può considerarsi a tutti gli effetti una meditazione dinamica e può essere inserita senza problemi nella propria pratica.

Gatka e Kundalini Yoga sono due discipline tra loro complementari, fratello e sorella direbbe Yogi Bhajan, che non a caso definiva Gatka come l’Adi Shakti Yoga.

Cambiare il proprio modo di respirare imparando ad avere una respirazione profonda, consapevole e diaframmatica, rilascerà tutte le tensioni; anche i blocchi energetici che ostacolano il naturale e sano fluire dell’energia, saranno gradualmente rimossi e il centro del cuore inizierà pian piano ad aprirsi.

Molte persone spesso vivono alla giornata, pochissime sono coscienti e consapevoli di avere una presenza e un campo magnetico. Avere coscienza del proprio Corpo Pranico e di conseguenza anche della propria Aura, vuol dire diventare consapevoli di una funzione umana inconscia e molto potente, il respiro.

Questa consapevolezza fornisce il dominio sulla mente, e una volta che la mente è asservita si può arrivare a sperimentare l’estasi dell’Anima.

Testo di riferimento : Tantric Numerology by Dr. Guruchander Singh Khalsa.

 

Fateh

Fatehdeep Singh diventa insegnante di Gatka nel 2012 con la Federazione Italiana Gatka, ideata e guidata da Guru Shabad Singh Khalsa De Santis. Nello stesso anno diventa anche insegnante di Kundalini Yoga come insegnato da Yoga Bhajan, dopo un percorso nell’Hatha Yoga iniziato nel 2007. La pratica della Gatka, nel suo percorso formativo, è stata preceduta dalla pratica dell’arte marziale del muay thai e della boxe. Oggi insegna Gatka presso l’Acrsd Victory e il Centro Yoga Jap.

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