Involtini di tiglio

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di Daniele Aragona

Con l’avvicinarsi dell’estate aumentano gli ingredienti freschi che possiamo usare per ricette sfiziose come quella che vi propongo oggi: gli involtini di tiglio! 

Facili da preparare, economici, buoni anche freddi… insomma, perfetti per i picnic o le prime giornate in spiaggia!

Innanzitutto dobbiamo procurarci le foglie di tiglio. Purtroppo non si trovano in commercio, ma fortunatamente qualche albero c’è in quasi tutti i parchi.

Queste foglie sono piuttosto resinose, quindi tendono ad attirare polvere nel tempo e ad indurirsi. Per questo è bene evitare alberi sottovento o nelle vicinanze di strade trafficate o zone inquinate, e scegliere le foglie più tenere e di un verde acceso uniforme.

Ci serviranno:

-Una decine di foglie larghe di tiglio fresche

-Un etto e mezzo di ceci lessati (o altro legume)

-80 grammi di farina di ceci

-Due cucchiai di spezie (rosmarino, timo e un pizzico di menta)

-Due spicchi di aglio grattugiati o in polvere

-Sale, olio e acqua a portata di mano

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Preparazione:

Laviamo le foglie con abbondante acqua fredda (bisogna fare attenzione, quando sono umide tendono ad attaccarsi tra loro!).

Mettiamo in una ciotola i ceci cotti, con due cucchiai di acqua. Aggiungiamo gli altri ingredienti, con un filo di olio e un pizzico di sale e mescoliamo tutto fino ad ottenere una sorta di “impasto”.

Ora disponiamo le foglie davanti a noi e mettiamo al centro una cucchiaiata di impasto (la quantità è proporzionale alla grandezza delle foglie) e arrotoliamo il tutto fermandolo con uno stecchino.

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Riempiamo una padella di olio caldo e facciamo soffriggere a fuoco basso gli involtini per 4-5 minuti coprendoli. Una volta pronti, li posiamo sulla carta per farli asciugare prima di servirli.

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E mi raccomando, avvertite i commensali se ci avete messo gli stecchini!  😀

Daniele nasce a Roma WhatsApp Image 2018-12-29 at 12.32.57negli anni ′80. Appassionato tanto di erbe selvatiche quanto di chimica, cucina e sopravvivenza, diventa vegano nel 2013. Passeggiando per boschi per isolarsi dal caos del quotidiano, approfondisce la sua curiosità per la natura iniziando ad “assaggiare” bacche e foglie riconosciute. Tra i suoi autori preferiti sicuramente Tito Lucrezio Caro. Ed è proprio nel “De Rerum Natura” che trova le basi della propria spiritualità.

 

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