La Madonna Guerriera: La Spada e la Grazia

MadonnaBlog
di Fatehdeep Singh (Stefano Papa)

I movimenti tipici del Gatka, appaiono rapidi, fluidi, precisi e allo stesso tempo armoniosi e aggraziati assecondando il naturale ritmo del corpo che si muove leggero, sicuro e dinamico nell’azione del combattimento. La marzialità della tecnica combattiva si fonde e si amalgama quindi perfettamente con la fluidità e la grazia che accompagnano ogni movimento. Un connubio che nasce dalla capacità di miscelare con saggezza le varie parti del proprio essere in un mix perfetto fatto non solo di forza ed abilità, ma anche di grazia ed armonia.  

Nell’immaginario collettivo, l’archetipo del guerriero è comunemente associato al valoroso combattente, forte, virile e sprezzante del pericolo che, spada alla mano, si butta a capofitto nella battaglia. Tuttavia, una siffatta rappresentazione rimarrebbe di fondo incompleta e superficiale se non considerasse anche un altro aspetto non meno importante. La pura energia Yang, maschile e solare, caratterizzata dalla forza, dal coraggio, dall’intraprendenza e da un indomabile impeto guerriero, sarebbe sprecata e sicuramente deleteria se non fosse armonizzata ed equilibrata dal suo aspetto complementare. Infatti, se la forza e il coraggio del Guerriero non fossero accompagnati dalla grazia e dalla sensibilità della sua parte Yin, lunare, ricettiva e creatrice, egli non sarebbe niente altro che un killer spietato, in grado solo di distruggere, ma incapace di creare. Finirebbe solo col fare terra bruciata attorno a se vivendo intrappolato in una esistenza priva di equilibrio. 

No Shakti, no Bhakti”, ricordava spesso Yogi Bhajan, perché anche un dio come Shiva, quando è da solo, può soltanto distruggere. Il suo potere in battaglia è straordinario e non c’è nessuno che possa tenergli testa; può abbattere eserciti e distruggere regni, ma non può creare ne generare nulla. Soltanto con il favore della sua amata dea, principio energetico femminile e creatrice, egli diviene un essere completo, realizzandosi nella sua pienezza. Un Guerriero che non conosca la morbidezza, la grazia e l’armonia è ben lontano dal proprio equilibrio, cosi come lo è una Principessa che non conosca anche la forza e l’intraprendenza. Una principessa e un Guerriero non sono due entità separate, sono energie complementari. L’equilibrio di una persona, uomo o donna che sia, arriva quando si crea nel suo essere un’armonia tra queste due forze interiori.

Il pantheon delle divinità, in diverse culture del mondo, annovera spesso tra i suoi componenti esseri supremi dalle sembianze femminili, dotati di straordinarie capacità combattive. Esempi come la dea Kali o la dea Durga, sono forse tra i più famosi di questo genere.

Forse non tutti sanno però, che anche l’Italia ha la sua “dea guerriera”, venerata da secoli attraverso una storia leggendaria che si tramanda di generazione in generazione. E’ la “Madonna a cavallo”, più comunemente nota come “Madonna delle Milizie di Scicli”.

Certo, non capita spesso di trovarsi al cospetto della statua di una Madonna a cavallo; se poi la Madonna in questione è una guerriera con tanto di corazza e di spada, in sella ad un bianco destriero bardato, si intuisce subito come essa sia un’icona unica nel suo genere.  

Nell’interminabile susseguirsi di conflitti tra la civiltà araba e quella cristiana che intorno all’anno mille imperversavano anche sulla nostra penisola, si inserisce una secolare leggenda secondo la quale, nel 1091, sulle coste di Donnalucata, borgo marinaro di Scicli in Sicilia, si sarebbe combattuta una sanguinosa battaglia tra l’esercito Normanno di Ruggero D’Altavilla e gli invasori arabi dell’Emiro Belcàne. 

Secondo la tradizione, il conflitto si risolse in favore dei Cristiani grazie al miracoloso intervento della Madonna a cavallo, che scacciò i turchi a colpi di spada. Col tempo, la leggenda assunse un carattere di profonda devozione per la popolazione del luogo, nella quale si radicò un forte culto per la Madonna guerriera che ancora oggi viene festeggiata con teatrali rievocazioni. 

Mito, leggenda e tradizione locale, aldilà del racconto in sé, sono sempre portatori di significati ed insegnamenti che trascendono la semplice narrazione dei fatti, e la Madonna Guerriera non fa eccezione. Qui il messaggio è chiaro: se si vuole uscire vittoriosi dalle piccole/grandi battaglie della vita, è necessario affrontare ognuna di esse col giusto equilibrio, miscelando sapientemente la forza e la determinazione del Guerriero con una giusta ed indispensabile dose di intuizione, di raffinatezza e  grazia. Il racconto della Madonna delle Milizie, in questo senso, parla chiaro: i cristiani di Scicli, combattendo guidati esclusivamente dal loro impeto guerresco, stavano rischiando la disfatta. Soltanto quando decisero di chiamare in soccorso la loro amata Madonna, col suo miracoloso intervento, riuscirono a ribaltare le sorti della battaglia e ad uscirne vincitori.

L’equilibrio delle polarità appare quindi indispensabile tanto in combattimento quanto nella vita di tutti i giorni: atteggiamenti troppo aggressivi o troppo remissivi sarebbero infatti fonte di squilibri interni che rischierebbero di farci soccombere. Soltanto avendo una visione chiara e neutrale dell’ambiente circostante si diventa capaci di rapportarsi ad esso in modo ottimale e vincente.

Nel linguaggio dei tarocchi la carta della Forza è raffigurata da una donna intenta ad aprire le fauci di un leone, un atto che compie in modo aggraziato e senza il minimo sforzo. Il suo volto non lascia trapelare alcun segno di rabbia, rancore o violenza. L’intera figura della donna comunica uno senso di profonda tranquillità ed autocontrollo nel dominare il leone che non le incute alcuna paura.

Il leone, belva feroce e non addomesticabile, esprime l’aggressività e l’impeto predatorio della sua natura, che di per sé non sono facoltà da intendersi con accezione negativa. Esse infatti, se dominate ed incanalate nel giusto modo, senza impulsi distruttivi verso se stessi e gli altri,  divengono risorse  preziose per la conquista della vittoria.

Tutti i protagonisti fin qui descritti compaiono simbolicamente nel quotidiano delle nostre vite. Ogni giorno, orde di invasori turchi sotto forma di problemi, ansie, paure e scoraggiamenti, assediano il nostro essere e spesso l’incapacità di affrontarle nel modo giusto conduce ad una disfatta emotiva. Il leone interiore non sempre viene domato e posto al proprio servizio anzi, spesso accade che la sua aggressività e il suo furore si riversino contro noi stessi divorandoci dall’interno attraverso sentimenti di rabbia e impotenza.

Tuttavia, l’intuizione di una mente equilibrata, la grazia e l’armonica integrazione delle polarità, possono in questi casi venirci in soccorso proprio come fece la Madonna a cavallo con i suoi devoti in difficoltà, aiutandoci e incoraggiandoci ad affrontare in modo vincente le svariate sollecitazioni della vita di ogni giorno.

In un animo Guerriero, saggio ed equilibrato, la conoscenza e l’intelletto dominano sull’istinto, cosicché il coraggio e la forza interiore possano avere la meglio sul disordine e la casualità degli eventi. La volontà diviene solida e ben costruita, in grado di dominare gli eventi e i capricci del caso. La determinazione supera qualsiasi ostacolo, l’intelligenza vince la forza bruta e ogni nuova sfida è affrontata con ottimismo e coraggio. Una personalità forgiata in questo modo, accetta anche gli aspetti meno lusinghieri di sé senza reprimerli; al contrario, lotta per trasformarli in punti di forza. Può fare affidamento sulla sua forza interiore, sulla sua capacità di imporsi con una equilibrata intelligenza in grado di dominare gli eventi e di influire sugli altri. 

In tal senso, la pratica del Gatka si rivela uno strumento utilissimo considerata la sua capacità nel condurre il praticante in uno stato mentale neutro, equilibrato sia nell’attacco che nella difesa, rivolto a cogliere le migliori opportunità intorno a sé pur nel caos del combattimento. 

In conclusione, la forza e la grazia, possono essere due ottime alleate  se integrate e bilanciate nel giusto modo; l’equilibrio interiore e la capacità di saper dosare in modo ottimale l’attacco e la difesa, aumentano di gran lunga le possibilità di successo nel combattimento e nella vita. Anche negli inevitabili momenti di sconforto e scoraggiamento, nei quali gli eventi stressanti della vita sembrano prendere il sopravvento, è bene ricordarsi di dare fondo a tutte le risorse che si hanno a disposizione prima di arrendersi, perché all’improvviso quella Madonna a cavallo, potrebbe giungere in soccorso ed apparire all’orizzonte con l’aspetto di una brillante intuizione, di un aiuto esterno o con mille altre fattezze e potrebbe di colpo capovolgere al meglio il corso degli eventi. 

Fateh

Fatehdeep Singh diventa insegnante di Gatka nel 2012 con la Federazione Italiana Gatka, ideata e guidata da Guru Shabad Singh Khalsa De Santis. Nello stesso anno diventa anche insegnante di Kundalini Yoga come insegnato da Yoga Bhajan, dopo un percorso nell’Hatha Yoga iniziato nel 2007. La pratica della Gatka, nel suo percorso formativo, è stata preceduta dalla pratica dell’arte marziale del muay thai e della boxe. Oggi insegna Gatka presso l’Acrsd Victory e il Centro Yoga Jap.

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