Riflessioni di inizio anno

“Ama te stesso e osserva, oggi domani sempre!”

di Pamela Memè (Jagat Kaur)

Volevo che la prima ispirazione di quest’anno fosse proprio questa: un invito all’Amore! All’Amore di sé!

Spesso si confonde l’amore di sé con l’egoismo e allora… si evita! Si evita non solo di amarsi, ma anche di considerare la possibilità di farlo, di valutarne il concetto, di cercare di comprenderne il senso… perché è senz’altro difficile! Anzi, siccome è la cosa più difficile da fare, è anche la più facile da evitare!

Ma, non a caso, è l’indicazione più importante data da tutti i Maestri di tutte le culture.

La frase che ho riportato è attribuita al Buddha, ma anche il Cristo concordava, e lo ha espresso così: “Ama il prossimo tuo come te stesso”! Quindi, prima devi aver imparato ad amare te stesso… altrimenti come fai? Non avresti un metro di paragone! Ed infatti è proprio così: l’amore che diamo a noi stessi è il metro di paragone per l’amore che possiamo dare agli altri; è la misura esattamente simmetrica!

Ma il sutra del Buddha prosegue con un altro concetto ugualmente importante: “Osserva!” …ovviamente te stesso, lo stesso oggetto del primo movimento d’amore!

La stessa indicazione è riportata nel tempio di Apollo a Delfi: “Conosci te stesso”… quasi un comandamento!

Molto spesso entriamo in confusione: a causa dei conflitti creati con il mondo fuori di noi (relazioni e situazioni che ci coinvolgono) – determinati sempre da una mancanza di amore – cerchiamo di risolvere la cosa osservando l’altro! Ma non è questa la via di risoluzione che ci consigliano i saggi: la risoluzione è osservare noi stessi! 

E per due motivi, fondamentalmente. 

Il primo è che, se già è difficile osservare noi stessi, figuriamoci quanto lo può essere osservare un’altra persona “fuori” di noi! 

Noi, essendo dentro noi stessi, abbiamo un punto di osservazione privilegiato, che non abbiamo con gli altri: possiamo osservare, sentire, assaporare, comprendere e sperimentare tutti i movimenti che avvengono in noi. Dall’osservazione dei movimenti interiori in noi, possiamo poi – proprio come il movimento dell’amore – comprendere i movimenti interiori nell’altro; ma siccome lo avremo fatto dopo esserci amati, osservando un nostro movimento interiore, per quanto brutto e miserevole possa sembrarci, riusciremo ad essere misericordiosi con noi stessi e ad amarci ugualmente… e questo ci consentirà di provare la stessa misericordia anche nei confronti dell’altro! 

In questo orizzonte allargato, nasce la comprensione e la risoluzione del conflitto. La cosa bella è che, in tal modo, non si è fatta pressione alcuna sull’altro! Non si è tentato di cambiarlo, come non avremo tentato di cambiare noi stessi, ma avremo solo osservato! 

L’osservazione amplia lo spazio di inclusione e l’inclusione è un movimento di amore! Quindi, dove c’è amore, c’è espansione, non conflitto. 

E l’espansione è il movimento della Creazione, è il moto con il quale l’Uno ha creato la Creazione, espandendo. L’espansione e l’Amore ci danno nuova conoscenza e nuova esperienza, che ci consentono di superare i nostri limiti, di cambiare stato vibrazionale. 

Ed ecco che, a partire da noi stessi, siamo arrivati ad allinearci con un movimento universale! Siamo in linea con Colui che ci ha creato e con le leggi che regolano la Creazione. Da qui, la Vita inizia a fluire in armonia!  

Il secondo motivo di cui parlavamo è che, amando e osservando noi stessi, riusciamo pian piano a prendere il “controllo” della nostra vita, ossia, riusciremo a compiere il movimento consigliato dagli Yogi: fare in modo che il corpo e la mente siano al servizio dell’Anima, e non il contrario! 

A lungo mi sono chiesta come potesse essere possibile per noi, essere umani limitati, riuscire a dominare i sensi, o meglio, ad unire passione e ragione, come suggerisce il grande poeta Gibran: “Fate che la vostra anima innalzi la ragione fino all’apice della passione affinch’essa possa cantare, e diriga la passione con la ragione, di modo che la passione possa vivere e, tramite quotidiana resurrezione, rinascere rinnovata, come la fenice dalle proprie ceneri”.

Ora l’ho capito: con l’Amore! Quando riesco ad amare me stessa non posso sostenere alcun movimento, dei sensi o della mente, che profondamente mi faccia del male!

La risposta, quindi, è di nuovo l’Amore! 

Questo significa il controllo del corpo e della mente di cui parlano gli Yogi, secondo me. Ed è l’unico tipo di controllo cui possiamo aspirare, il controllo dell’Amore… il resto è solo illusione!

Molto spesso ci chiediamo perché questo Universo sia stato creato in questo modo, con questa mole di dolore e sofferenza. Questo ovviamente è “Il Mistero”, a cui solo Dio può dare risposta. Però, so che è richiesta la nostra parte.

Yogi Bhajan, Maestro indiano, ricordava sempre: “Il 10% è del soggetto, il 10% dell’oggetto e l’80% dell’Infinito”. Come a dire che la “nostra” parte, quella richiesta, è solo un misero 10%, che senz’altro non cambia le cose, che sono in mano all’azionista di maggioranza, che ne detiene l’80%. 

Allora, mi chiedevo, che senso ha impegnarsi per un misero 10%? Che senso ha provare, cadere, rialzarsi e di nuovo riprovare, ricadere, rialzarsi per constatare, alla fine, nient’altro che i nostri limiti?

Mi sembra di aver compreso che il 10% sia per noi, non contro di noi! 

Raggiungere quel 10%, riuscire a fare la nostra parte, significa riuscire a vivere secondo il “Comandamento dell’Amore” che, indirizzato prima di tutto verso noi stessi (nonostante tutti i nostri limiti!), si espande poi verso tutta la Vita attorno a noi e, ognuno di noi singolarmente, in tal modo, può riuscire a vivere meglio, in armonia con il Creatore e con l’intera Creazione…. e a me questo basta!

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